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C’è una passione che da sempre ha animato il Presidente dell’Associazione “ VAL DI TREU “ : raccogliere e mostrare al pubblico, soprattutto ai giovani, arnesi e cimeli del passato relativi alla vita contadina e non solo.
E’ nato così presso la sede dell’Associazione, un piccolo museo denominato  “ MEMORIE CONTADINE”.
Sono testimonianze dell’ingegno dei nostri avi, che avevano poche risorse disponibili ma sempre nuovi problemi da risolvere, e soprattutto “l’usa e getta” era sconosciuto.
I più ingegnosi e con più disponibilità finanziarie , avevano nella cascina innumerevoli utensili coi quali potevano costruire attrezzi di uso quotidiano.
Erano molteplici le essenze  o arbusti  o piante che venivano utilizzati.

La canapa (cannabis sativa ) :si coltivava  per farne piccole corde  per legare i covoni di grano, per tracciare le linee di scavo ( i cotiròn ) o robuste corde per assicurare i carichi sui carri o per filarla e farne tessuti.

La saggina ( sorghum  vulgare)  si utilizzava per fare scopini , molto usati soprattutto in cantina e  le  classiche scope ; per i lavori più pesanti quali ad esempio la pulizia del cortile e della stalla le scope venivano costruite con i rami delle ginestre ( spartium junceum ) o similari ( i sanguanén )

Il  salice ( salix viminalis ) : i  rami venivano tagliati ogni anno a fine autunno, venivano lavorati  in inverno nelle stalle e divisi secondo la grandezza e lunghezza.
I più piccoli servivano per legare le viti: si passava poi a quelli che intrecciati diventavano  ceste , gerle, contenitori per le bottiglie e le damigiane.

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